Vacue ombre

Scorro ora i luoghi vissuti Dalle vestigia, i tuoi spiriti Con l’anima densa di lividi Inseguo sembianze Le vacue ombre che lasciasti Seguo il filo incandescente Che tanto mi ha districato Labirinti di perdizione furono i giorni . Di stanchezze nelle membra Zoppica tuttora il mio cammino Pur sapendo che sei stata una chimera Nutrita…

I lutti

Sanguina il sole morendo Vermiglio il cielo Il vetro che separa dall’abisso Per dare al buio la sera Il veltro esaurita la corsa Soffoca il grido nella preda Gli scarlatti gusci dei lutti Nonostante l’inoltrata  primavera.   Zagaro

Silenzi

In te silenzi di fiumi d’estate La luce vacillante spossata sulla superficie La quiete, di quando tacciono i venti La fine d’un racconto Sordi ignoti silenzi che non so tradurre Di celle vuote Di vecchie barche dondolanti L’estremo silenzio anteriore ai sensi d’ infinite battaglie perse   Zagaro

Scaffali

Eri sulla lista della mia spesa. Ti ho cercato tra le cose scontate non ti ho trovata. E ho cercato invano tra le cose in scadenza questa voglia. Ho aperto tutte le scatole buttato giù gli scaffali scoprendo l’inganno pubblicitario della vita. Son rimasto infine solo dentro un reparto di surgelati surrogati di significati in…

Scende

Soave scende la neve finisce dentro i silenzi le assenze buio, il fascio di luce. Soave scende la neve alti i lampioni attraversa il chiarore. Cigolanti, freddi leggeri gli istanti. Domani sarà calpestata dalla gente. Fiacco il lamento sul buio luminoso del luccichio della neve del bianco della notte. Scende pesante sul ramo spezzati i…

Altrove

Le carezze del vento son pungenti e le urla del silenzio scavan la mia mente. Mi perdo nei libri e nella noia mentre sei in un’altra compagnia. Meglio della mia di questa porta sempre chiusa questi versi malmessi questa mela sul tavolo, piena di ombre di cicatrici come me sola.   Zagaro

Accoglimi

Tu mi ricordi il mare. Nelle viscere la rotta del pugnale. Le mani tremanti tutte le notti negli occhi tieni prigioniere. Oh donna, sulle cui labbra la morte si suicida e resta perplessa la vita accoglimi nei tuoi intimi domini, forse saprei esistere sorgere, dai lunghi naufragi da una vita di doglie e cenere  …